Io parto da sola

Dedicato a tutte le brave ostetriche che ho incontrato nel mio cammino.

E’ come quando si parte per un cammino. Preparo il mio zaino con cura, ho studiato il tragitto e ho ben chiara la meta da raggiungere. Sono consapevole che questo viaggio è solo mio, che devo contare sulle mie gambe e sulla mia testa. So che mi porterà lontano, il percorso sarà fatto di salite e discese.
Potrei incontrare qualche ostacolo ma sono sicura che me la caverò. Sono forte, me lo ripeto spesso. Lungo la strada incontrerò persone che condividono il mio stesso obiettivo, faremo una parte di strada insieme e magari mi tenderanno la mano se rischiassi di cadere. E’ questo quello che sento quando preparo le mamme ad affrontare il travaglio e il parto. Con la differenza che non partono per questo viaggio da sole. Con loro c’è una vita che attende di venire al mondo.

Anche loro si sono preparate con cura e sanno dove devono arrivare. Il cammino potrebbe rivelarsi più lungo e difficile del previsto ma sono consapevoli di poter contare sulle proprie risorse. Questo è il vero obiettivo del mio lavoro: quello di rendere le future mamme autonome e sicure di sé. Capaci di poter gestire l’ansia e di calibrare le forze. Quando organizzo incontri di accompagnamento alla nascita so bene che le donne che ho davanti a me quasi sicuramente sono in una situazione di fragilità emotiva e insicurezza, specialmente se sono alla prima gravidanza.

Come operatrici, sentirci utili se non indispensabili appaga il nostro ego, ci sentiamo importanti per gli altri. Questo sentimento non deve però instillare nella donna anche solo la minima incertezza di non poter essere in grado di farcela da sola. Dipendere da figure professionali che si trovano in ospedale o che possono essere scelte per un parto in casa, fanno emergere una grande paura e senso di inadeguatezza: “… e se fossi da sola? E se non arrivasse in tempo? E se non trovassi persone in grado di capirmi… come faccio?”

La risposta a questa domanda non può essere: “Stai tranquilla, vedrai che ti aiuteranno, ti faranno partorire nel migliore dei modi”.
Se partissi per quel famoso cammino non potrei essere sicura di essere presa per mano e guidata fino all’arrivo. Dovrei invece restare calma se non riuscissi a trovare la strada giusta e sapere quando chiedere aiuto. Magari potrei scoprire una compagna di viaggio fantastica e camminare con lei fianco a fianco, ognuna con il proprio ritmo e il proprio respiro.

Ecco che allora preferirei dirle: “stai tranquilla, hai tutte le risorse per poter partorire, sei forte e andrà tutto bene, sono sicura che incontrerai delle professioniste che ti incoraggeranno e ti aiuteranno se avrai bisogno”. Di fronte a qualsiasi ostacolo del tuo viaggio cara mamma, saprai trovare dentro di te la forza per affrontare tutto. E se lo vorrai potrai camminare a fianco di chi ha desiderio di condividere con te questa esperienza.

Ho conosciuto nel mio percorso di formazione tante donne ed ostetriche che come angeli sanno stare accanto alle mamme con pazienza e rispetto dei tempi, rassicuranti e mai
invadenti. Sarebbe una conquista se tutte le future mamme dicessero:
“Cara ostetrica, io parto da sola ma se mi dovessi perdere so che tu sarai con me”.

Claudia Terzolo

 

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